Chi c’è c’è chi non c’è non c’è

Data:

2020

Abbiamo iniziato questo progetto a febbraio poco prima del lockdown e abbiamo ripreso il lavoro con grande entusiasmo non appena c’è stato possibile. eccoci al primo studio di “Cecè”, frutto delle prove svolte fin ora. Ci siamo avvicinati al testo di Pirandello condividendo l’idea di un teatro che mescolasse ai lazzi della commedia dell’arte, il teatro dell’autore siciliano; e soprattutto il gioco dell’attore in scena.

Non sappiamo cosa sarà di questo progetto, siamo attori, vogliamo il massimo e cerchiamo di dare il massimo sempre, augurandoci il meglio. Però qualche desiderio c’è e lo voglio condividere.

Uno di questi è portare lo spettacolo in giro per le piazze italiane, non importa che siano spazi aperti o al chiuso, questo è un progetto che ha voglia di incontrare le persone perché attori e spettatori insieme sono il teatro. Per cui se avete uno spazio, qualsiasi spazio, in cui volete ospitarci, saremo ben lieti di venirvi a trovare.

Vorremmo sicuramente portare lo spettacolo a Sant’Elena Sannita … Stenos Strenos (speriamo di vederci presto) e incontrare dal vivo Shel Shapiro che ha fatto da colonna sonora nelle fasi di riscaldamento delle prove e che ha cantato a gran voce un concetto che si è stampato in testa “… ma che colpa abbiamo noi …” infatti, che colpa abbiamo se ci va di sognare in grande, sfruttando al massimo quel poco che abbiamo … al momento un baule preziosissimo che ci è stato prestato dalla nostra amica Patrizia Schiavo.

Questo post lunghissimo finisce … ma lo spettacolo continua e noi ci saremo, il 1 agosto, di nuovo insieme per una grande rinascita.

PIRANDELLO

La vita o si vive o si scrive. Io non l’ho mai vissuta se non scrivendola.

CECE

Quando un personaggio è nato acquista un’indipendenza tale dal suo autore che assume un valore che l’autore non sognò mai di dargli. Non siamo partiti da un progetto confezionato ma dalla possibilità di verificare qualcosa. La storia non è quella che abbiamo deciso di recitare ma quello che sta uscendo dalle nostre bocche.

Chi nasce come personaggio vivo può arridersi anche della morte. Non muore più. Muore lo strumento della creazione, la creatura non muore più. I personaggi vivono eterni, ebbero la fortuna di trovare una matrice feconda: una fantasia che li seppe allevare, nutrire e far vivere in eterno.

Ogni fantasma che entra in scena fa parte dell’inconscio del personaggio. LA PERSONA è il ruolo che viene messo in scena e ognuno di noi ha una parte nel mondo che è una maschera e se non ce la giocassimo questa maschera …