Chi c’è c’è chi non c’è non c’è

Data:

2020

“Se mi fisso nello specchio, ci ammattisco!” (Cecè)
“Cecè è una sciocchezza semplice senza capo ne’ coda.” ( Antonio Gramsci).

La Rinomata Compagnia dei Pirlandelli presenta:
“CHI C’E’, CHI NON C’E’ NON C’E’!”
atto unico da “Cecè” di L. Pirandello
con: Filippo Carrozzo e Emanuele Durante
Drammaturgia e regia Bruno Stori

“Cecè” è un atto unico scritto da Pirandello nel 1913 e che debuttò Roma, al teatro Metastasio, nel 1915. Un atto unico che, con impronta leggera e umoristica, offre un critico quadretto, a ritmo di vaudeville, dell’ ”Italietta” del tempo, un paese dove in allegria si consumano corruzione, intrighi e loschi affari. Niente di nuovo sotto il sole. Protagonisti sono tre personaggi esemplari di una borghesia arrampicatrice e senza scrupoli: Cecè, viveur dalla morale discutibile, il commendator Squatriglia, appaltatore imbroglione e Nada, mondana di lusso. La trama è assai semplice: Cecè scommette con gli amici che conquisterà la fascinosa Nada, per farlo però versa tre cambiali alla stessa, dopodiché architetta un piano, complice il commendator Squatriglia, che deve a sua volta un favore a Cecè, per truffare Nada e rientrare in possesso delle cambiali.

Nei tre quadri dell’atto si incontra, di volta in volta, una coppia di personaggi, prima Cecè e Squatriglia, poi Squatriglia e Nada e infine Nada e Cecè e fin qui niente di speciale. Lo speciale sta però nel fatto che, se tre sono i personaggi, solo due sono gli interpreti in scena, due attori uomini, Filippo Carrozzo e Emanuele Durante, che avendo deciso, per scelta sia ben chiaro (come anticiperanno nel prologo “politically incorrect” della rappresentazione) di non avvalersi dell’interprete femminile, si caleranno, a turno, nel ruolo di Nada.
Meta-teatro, il contrasto tra illusione e realtà, la frantumazione dell’io, l’essere e l’apparire, la maschera e l’alienazione sociale, le tematiche pirandelliane si condensano, in “Chi c’è c’è, chi non c’è, non c’è!”, in un gioco delle parti irridente e disincantato.

Lo spettacolo si fonda su pochissimi elementi scenografici, lasciando immaginare al pubblico quello che non c’è grazie all’arte dei due interpreti, che al di là dell’esile trama che li sostiene, si ritrovano frantumati nello sdoppiamento tra attore e personaggio, fondamento della rappresentazione teatrale, così caro a Pirandello. Sdoppiamento che diventa tema principe, quando, alle prese con il ruolo femminile di Nada, i nostri “maschi” mettono a nudo quel complesso rapporto che tiene insieme l’uomo in carne e ossa con il ruolo che deve interpretare, in questo caso la donna, con tutto ciò che ne consegue. La femmina non c’è e, proprio per questo, diventa l’elemento drammaturgico fondamentale.

Alcune note
La nascita della “Rinomata Compagnia dei Pirlandelli” risale ad un paio di anni fa, generata da un incontro casuale, ma era evidentemente scritto da qualche parte, tra gli attori Filippo Carrozzo e Emanuele Durante, incontro che si è trasformato poi in una solida amicizia e che ha generato l’idea di lavorare insieme per uno spettacolo: “Cecè” di Luigi Pirandello, appunto.

La costruzione dello spettacolo, con la collaborazione registica di Bruno Stori, amico di vecchia data di Carrozzo, ha attraversato diverse fasi di lavoro; in primis un percorso di conoscenza approfondita dell’opera omnia di Pirandello, concentratosi in particolare su “Racconti per una sera a teatro”.
La lettura di questi testi ha fornito materiali per improvvisazioni estemporanee e riflessioni utili a trovare, non solo il bandolo della matassa nell’universo del drammaturgo siciliano, ma anche l’affiatamento tra i due attori sulle cui spalle poggia l’efficacia dell’intero lavoro. Le diverse fasi della
preparazione, costellate da repentini cambiamenti di rotta, hanno infine ricondotto i nostri eroi al porto di partenza, “Cecè”, che col titolo di “Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è” era finalmente pronto per la messa in scena.

Richieste tecniche:
Lo spettacolo, non prevedendo apparato scenografico ingombrante può essere adattato a spazi anche non ampi. Richiesta spazio minimo 6 X 6